
"Orfana di mia figlia"
Morena Fanti
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Il libro di Morena non è un romanzo ma una storia vera, la storia di una vita spezzata anzi, di tante vite spezzate. Una famiglia che vive serenamente fino a quando un banale incidente stradale non le ruba la cosa più preziosa: l´unica figlia. L´unica adorata figlia. Morena racconta il suo calvario con lucidità estrema, ci sono pagine di straordinario lirismo in questo libro, intense, crudeli, terribili. Una testimonianza importante questa di Morena, su un argomento troppo spesso taciuto: la morte. Ma è anche una storia di rinascita e di positività. Uno spiraglio di luce che penetra le tenebre e apre alla speranza. (dalla presentazione di Salvo Zappulla)
In una città-salotto quale è Parma, Ars l’ha incontrata e fra le tante cose – chè le donne hanno sempre da dire – ovviamente s’è parlato del libro e l’ha intervistata per voi.
Ars: Morena, sono contenta che finalmente è uscito questo tuo lungo lavoro. Vorresti brevemente raccontarci di che tratta?
Morena: il libro racconta del primo anno di vita dopo la morte di mia figlia. Ho preso il primo anno come 'simbolo' di tutti gli anni a venire. Ho pensato alla vita che ancora avevo davanti a me e l'ho paragonata ad un lungo viaggio da fare. Ho creduto che dopo il superamento del primo anno, avrei avuto la consapevolezza di poter affrontare anche il resto, e così ho scelto questo periodo come 'simbolo' per dimostrare a me stessa che potevo farcela. E ho deciso di scriverlo in un libro perché così chi leggerà potrà dire: “se ce l'ha fatta lei, ce la posso fare anch'io”.
Ars: credo che questo sia importante.. voglio dire che oggi ne succedono tante di disgrazie di questo tipo e credo che effettivamente, e parlo da madre, deve essere come se ti crollasse il mondo addosso, come se ti si lacerasse qualcosa dentro... non posso immaginarlo un dolore così, se non come qualcosa di devastante.
Morena: no, nessuno può cercare di immaginarlo, anche perché se ne parla poco. La morte fa sempre paura. Si può ascoltare la testimonianza di chi desidera parlarne, perché ogni testimoninanza serve a renderci più consapevoli.
Ars: quando il mondo ti crolla addosso, penso che aiuti molto sapere che si può uscire da un incubo.
Morena: lo credo anch'io ed è questo il motivo per cui l'ho scritto.
Ars: Il blog e il mondo blog ti hanno aiutato, in un certo qual modo, a superare alcuni momenti difficili?
Morena: il web in generale mi ha aiutato. Anche il blog, ma quello è venuto dopo: nel 2001 avevo già il mio sito e occuparmi di quello mi ha aiutata. Poi è arrivato il primo blog e da lì sono partite tutte le conoscenze, le collaborazioni e le amicizie.
Ars: capisco sia prematuro parlarne, visto che questo libro è appena uscito, ma c’è già qualcos’altro in cantiere?
Morena: avevo un progetto che ho poi abbandonato, anche perché mi ero ripromessa che il primo libro che avrei pubblicato doveva essere questo. Staremo a vedere. La pubblicazione di questo libro è stata faticosa, soprattutto dal punto di vista emozionale, e per il momento mi prendo un po’ di meritato riposo.
Ars: hai ragione. D’altra parte, bisognerà che tu ci dia tempo per leggere questa tua fatica. Lasciami aggiungere però che questo volume non è dedicato esclusivamente a coloro che si trovano per forza del fato a vivere una situazione tragica, ma anche a coloro che, a prescindere, desiderino trovare spunti di riflessione sia sulla vita, sia sulle profondità dell’animo umano. Non mi resta che augurati che il tuo libro trovi ampio riscontro nel pubblico e possa essere d’aiuto a chi ne ha bisogno.
E ora, che dici? Ce lo prendiamo un caffè o preferisci che andiamo in perlustrazione per questa deliziosa cittadina?
